Organo preposto all’adozione dei provvedimenti disciplinari
In conformità allo Statuto e al Codice Deontologico, l’Associazione ha istituito un organo specificamente preposto alla valutazione delle violazioni deontologiche e all’adozione dei conseguenti provvedimenti disciplinari, dotato della necessaria autonomia e imparzialità.
Commissione disciplinare
Lo Statuto dell’Associazione individua, tra gli organi associativi, la Commissione disciplinare, quale organo competente in materia di responsabilità deontologica degli associati.
La Commissione disciplinare opera in posizione di autonomia rispetto agli organi di indirizzo e gestione dell’Associazione ed esercita le proprie funzioni nel rispetto dei principi di imparzialità, indipendenza e garanzia del contraddittorio.
Competenze
Alla Commissione disciplinare è attribuita la competenza a:
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esaminare le segnalazioni e i casi di presunta violazione del Codice Deontologico;
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valutare la condotta dell’associato alla luce delle disposizioni statutarie e deontologiche;
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istruire i procedimenti disciplinari secondo le modalità previste;
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formulare o adottare i provvedimenti disciplinari previsti, in relazione alla gravità delle violazioni accertate.
Autonomia e garanzie
L’attività della Commissione disciplinare è svolta in piena autonomia di giudizio, senza interferenze da parte di altri organi associativi, nel rispetto delle competenze attribuite dallo Statuto.
Il procedimento disciplinare è improntato al rispetto delle garanzie fondamentali dell’associato, ed in particolare:
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al diritto di essere informato delle contestazioni;
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al diritto di presentare difese e osservazioni;
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al principio del contraddittorio;
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alla proporzionalità tra violazione accertata e provvedimento adottato.
Coordinamento con lo Statuto e il Codice Deontologico
La Commissione disciplinare esercita le proprie funzioni in coordinamento con lo Statuto e con il Codice Deontologico dell’Associazione, che definiscono i principi di condotta, le tipologie di violazioni e il sistema sanzionatorio applicabile.
Le decisioni assunte in materia disciplinare si inseriscono nel quadro associativo e non configurano l’esercizio di potestà disciplinari di natura ordinistica, in conformità alla Legge 4/2013.
Finalità dell’azione disciplinare
L’azione disciplinare non ha carattere punitivo, ma è finalizzata a:
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garantire il rispetto dei principi etici e deontologici;
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tutelare l’immagine e il prestigio dell’Associazione;
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assicurare correttezza e affidabilità nell’esercizio dell’attività professionale;
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salvaguardare gli interessi degli utenti e degli associati.
